Ho ricevuto doni dal Cielo e devo donare

Joanne, di Trinidad e Tobago, nei Caraibi, ha scoperto Lourdes durante un pellegrinaggio ai santuari europei. Ci descrive come, a Lourdes, Maria la stesse aspettando.

Ho ricevuto doni dal Cielo e devo donare

Ho scoperto Lourdes nel 2017 durante un pellegrinaggio iniziato a Roma dove, davanti ad una Pietà, ho sentito il dolore di Maria ed anche una grande pace. A Lourdes, alle piscine, all’inizio intimidita, ho sentito l’acqua molto fredda, poi rapidamente sono stata attratta dallo sguardo della Vergine su di me, quello della statuetta posta di fronte a me. Nello stesso momento mi sono sentita invasa da un morbido calore. Questa sensazione è stata molto fugace. Il giorno dopo, nonostante il programma già stabilito, ho sentito come un forte invito a tornare alle piscine. Questa volta, sotto gli occhi rassicuranti delle volontarie, ho capito che Maria era lì, che mi stava aspettando. Appena il mio piede ha toccato l’acqua, l’ho sentita calda, di un calore che mi ha inondato dalla testa ai piedi. Il cuore mi batteva nel petto sempre più forte e ho sentito ancora quella pace interiore. Ho sentito nelle mie orecchie e nel mio cuore una voce: “Vieni qui ad aiutare le persone che soffrono”. Sempre molto calma, ho abbracciato le hospitalier. Una volta uscita ho cercato di scoprire come poter servire al Santuario, guidata dalla Provvidenza.

Dopo Lourdes, il mio pellegrinaggio è proseguito a Fatima ed anche lì Maria mi stava aspettando. Durante una confessione, il sacerdote mi ha affidato a Maria. Ho sentito di nuovo: “Per aiutare i sofferenti, le madri che hanno perso un figlio”. Ho pianto di gioia. Sono tornata a casa dove, nonostante diversi lutti e un incidente stradale che mi ha costretto a rinviare più volte il mio viaggio, ho preso la decisione di tornare a Lourdes.

Un anno dopo…

Appena arrivata, mi sono affrettata ai piedi della Vergine Incoronata: “Sono qui, mamma!”. Ho sentito le sue braccia circondarmi. Ogni volta che presto servizio al Santuario, mi sento a casa. Non sono più sola. Posso raffigurare ciò che ho sentito con la lettera L, ovvero una linea verticale che è ciò che mi è stato donato e una linea orizzontale che è ciò che a mia volta devo donare.